Dal 1990 ad oggi le persone transessuali e transgender nel mondo
assassinate per odio o pregiudizio transfobico hanno costantemente superato
la media di una al mese. Nel 2003 hanno superato la media di 3 al mese (37
vittime dal 21 novembre 2002 al 19 novembre 2003, di cui ben 4 in territorio
italiano!), nel 2004 hanno raggiunto la media di 1.75 al mese (21 vittime,
di cui 2 in territorio italiano).
Tra i dati censiti l'Italia nell'ultimo biennio è al secondo posto per
numero di vittime dopo gli USA.
I dati raccolti dalle associazioni transgender, transessuali, gay e lesbiche
internazionali non sono che la punta di un iceberg. Essi infatti si basano
solo sulle denunce fatte, sulle rassegne stampa internazionali e su quanto
le singole associazioni riescono a raccogliere direttamente.
In molti paesi l'uccisione di persone transgender passa sotto assoluto
silenzio (ad esempio nelle tante nazioni in cui la transessualità è un reato
punibile anche con la morte, che di certo non viene "resa pubblica"), in
altri la costruzione di una rete informativa trans è resa impossibile dalle
condizioni poltico/sociali locali. Infine, molto spesso, i familiari cercano
di omettere la condizione transgender delle vittime per vergogna e paura del
giudizio sociale. Non è ardito quindi immaginare che i dati raccolti sugli
omicidi di persone transgender potrebbero essere più che raddoppiati.
La statistica peraltro non contempla i suicidi: la popolazione transessuale
è considerata in tutto il mondo una tra le più esposte al suicidio causato
da emarginazione sociale e discriminazione, che si esprime in modo
variamente profondo nelle diverse culture e società. Suicidi stimolati da
pressioni psicologiche esterne talvolta troppo forti da essere sopportate.
In molti di questi casi il suicidio altro non è che un omicidio realizzato
da un intera società, da un regime culturale transfobico.
Tenuto infine conto che la popolazione transessuale nel mondo non dovrebbe
superare- secondo alcune ricerche scientifiche - le 200.000 unità, il dato
fornito dalla rete trans mondiale sulle vittime di odio transfobico
raggiunge dimensioni impressionanti.
Per questo motivo da 6 anni in USA e in Canada ogni 20 novembre si celebra
il "Giorno della memoria Transgender" (Transgender Day of Remembrance). In
questo giorno vengono organizzate delle veglie in ricordo delle vittime
dell'ultimo anno, i siti internet vengono oscurati per lutto e si cerca di
sensibilizzare l'opinione pubblica su questo silenzioso massacro.
Per la terza volta consecutiva anche quest'anno il movimento transgender
italiano ed internazionale aderisce a questa iniziativa: veglie e
oscuramenti di siti internet verranno effettuate in Italia, in Francia, in
Italia, in Israele, in Canada, in Australia, in Nuova Zelanda e in USA.
Crisalide AzioneTrans, MIT, Coordinamento Nazionale Trans FtM, Associazione
Italiana Transessuali, C.I.G. Arcigay Milano, Arcigay Piacenza "L'Atomo" in
collaborazione con la Comunità S. Benedetto al Porto (Ge), Comunità le
Piagge (FI) e Centro sociale "Il Pozzo" (FI) organizzano per quel giorno
cinque veglie a Genova, Bologna, Milano, Firenze e Piacenza.